Vallerano - Madonna del Ruscello

Organo C.Burzi (1635) - F.Ercoli (1860)

 

Voce Umana        
Flauto VIII B         
Flauto VIII s         
Traversiere 8' S    
Viola 8' S         
Corni dolci 16'      
Ottavino          
Clarone 4' S          
Clarino 8' S           
non identificabile      
Tromba 8' S         
Clarone 4' B          
Tromba 16 S           
Tromba  8 B         
Trombone 16         
Rinforzi (16'+8')    
Combinazione libera alla lombarda

Nella chiesa di Maria SS.ma del Ruscello, troneggia in Cornu Epistolae l’Organo monumentale figlio di numerose stratificazioni storiche: C.Burzi 1605, Alari (1752), F.Ercoli (1850), f.lli Priori (1864).

Stupenda la cassa monumentale seicentesca, riccamente decorata, ricchissima di fregi scultorei, stemmi e angeli musici, dei quali ben 17 perduti. Ai lati del raffinato complesso ligneo spiccano due colonne tortili a decorazione di foglie e rose, culminando in alto con pregiati capitelli corinzi e angeli. La mostra, di 12 piedi in stagno puro, è in 5 campate a cuspide (5,7,5,7,5). La canna

centrale, a mitria, reca una firma di Alfredo Priori, 1904, apposta da questi nell'ultimo intervento effettuato, ma la facciata è da attribuirsi a G.C: Burzi, 1635.

L’Organo Monumentale di Vallerano non teme il confronto con quelli delle più note chiese di Roma. Costruito nel 1635 da G.C. Burzi di Parma, e ampliato dallo stesso nel 1642,  Nel 1655 il maestro Giacomo Marchesi Aretino amplia di nuovo lo strumento; L'organo fu suonato da G. F. Haendel: riportiamo le note di Ursula Kirkendale : Come sappiamo, nella terza parte del ‘Salve Regina’ l'organo ha una brillante parte, con accompagnamento dell'orchestra. Già Merrill Knapp riteneva poco probabile che questo potesse essere accaduto a Vignanello. Dava per scontato che fosse a Roma. Ma a poco più di un chilometro dal castello Ruspoli si trova la chiesa della Madonna del Ruscello di Vallerano, con uno splendido organo di Giulio Cesare Burzi, del 1635-44, Certo quando Händel passò da Vignanello suonò questo strumento.

Poco più che ventenne, il compositore arrivò a Vignanello ospite del suo mecenate Francesco Maria

Ruspoli nel dicembre 1706. Vi trascorse tutta l’estate del 1707 e per la festa di Sant’Antonio da  Padova (13 giugno) compose una sonata Coelestis dum spirat aura che, pochi giorni dopo, il 18 giugno, con la benedizione dei Farnese di Vallerano eseguì - per soprano solo (Margherita Durastanti), archi organo concertante e basso continuo - con il Salve Regina nella chiesa di Maria SS.ma del Ruscello.

 

Nel 1752 Lorenzo Alari  amplia l'organo; ma è nel 1860 che il conterraneo Felice Ercoli ne trasforma completamente  la struttura, passando da 45 tasti originari al cromatico a 54 tasti;  nel 1864, sono i fratelli Priori a terminare l’imponente lavoro di ricostruzione che darà come risultato l’organo monumentale. Il "nuovo" strumento,, come prassi usuale dell'epoca (Vedi San Pietro in Vincoli, Roma) diviene cromatico  a 54 note, con 2 somieri, uno maestro di 22 stecche e uno soprano posto sopra al GO, di 6 stecche. Il tutto collegato a unica tastiera  di 54 note in stile ottocentesco e esteso sulla base 16' piedi. Felice Ercoli, visto l'angusto spazio a disposizione, genialmente dota l'organo di rinforzi al pedale reali di 16' e 8', utilizzando canne dotate di ben 2 valvole cromatiche ciascuna. Con 8 canne reali egli genera pertanto ben 24 note, anticipando le tecniche organarie dei decenni successivi. una canna genera un tono e i due semitoni successivi, nulla togliendo all'esecuzione classica, che non  prevede l'utilizzo contemporaneo di note ravvicinate. Viene aggiunto persino un autentico "Oberwerk", un somiere soprani di di 6 stecche posto in alto sopra al grand'organo, e una pedaliera cromatica di 18 note. La ricchezza di registri divisi in Bassi e Soprani, ad ancia è notevole. Corni dolci, clarini, claroni trombe arricchiscono lo strumento in modo sontuoso. I fondi sono basati sul principale di 16’ e su 2 principali di 8’, primo e secondo. Il principale primo di 8’ è in facciata. Le canne centrali sono però di 12’, e partono dal G1, facendo quindi parte del 16’. Lo stato allo smontaggio era drammatico. La complicazione raggiunta dallo strumento, riempito di materiale fonico comprometteva gravemente la manutenibilità, di fatto

impossibile. Si è pertanto ripristinato il passo d'uomo del GO, spostato l'Oberwerk all'indietro restituendone la manutenibilità. Necessaria la rimozione di alcune canne in legno recentissime in accordo con la Sovrintendenza, e il ripristino della sonorità delle canne centrali della facciata, funzionalità soppressa negli interventi precedenti, probabilmente nel 1904 da Priori stesso.

 

Somiere rinforzi 16'+8' al pedale con  la meccanica per l'azionamento delle valvole cromatiche, 2 per ogni canna

 

 

Principale 16 B  
Principale 16 S
Principale I 8 B
Principale I 8 S
Principale II 8 B
Principale II 8 S
Ottava
XII
XV
XIX
XXII
XXVI
XXIX
Repliconi XXVI
Repliconi XXIX

 

Disposizione fonica (2015)
2 file registri a manetta
dettaglio del somiere soprani a 6 stecche "oberwerk", posto sopra al somiere maestro del grande organo

 

Sul lato sx della cassa è presente una tavola con la precedente disposizione dei registri dell'organo Burzi, prima della trasformazione in cromatico

 

vista dal basso del somiere soprani a 6 stecche "oberwerk", posto sopra al somiere maestro del grande organo, dietro la facciata.

 

vista da sx del somiere maestro a 22 stecche del GO durante il rimontaggio del canneggio ,