Organo Chiesa S. Agostino (Matenano)

Organo della chiesa di S. Agostino a Santa Vittoria in Matenano
 Giuseppe Attili (1736, 1748) - Restauro di Michel Formentelli (2009)
Disposizione fonica:
Manuale  (45 tasti, do 1-do 5, 1ª ottava corta)
Principale 16′
Principale 8′
Ottava 4′
Quintadecima 2′
Decimanona 1 1/3′
Vigesimaseconda 1′
Vigesimasesta 2/3′
Vigesimanona 1/2′ Voce umana (dal do 2)
Flauto in duodecima (Nazard) 2 2/3′
Cornetta (dal do 2) 1 3/5′
 
Pedale (17 tasti, do 1-sol# 2, ottava corta)
Accoppiamento permanente con il manuale
Accessori
Tiratutti a manovella (a partire dalla Quintadecima)
Usignolo (tirante a sinistra della tastiera)
 
Somiere principale in noce con 11 registri;
piccolo somiere ausiliario ad alimentazione separata per Mi-Re-Do del Principale 16′.
Tre mantici cuneiformi originali collocati nel basamento dell’organo.
Pressione del vento: 59 mm di colonna d’acqua. Temperamento: mesotonico modificato, con 5 terze quasi pure: do-mi, fa-la, sol-si, re-fa#, la-do#.

L’organo di S. Agostino fu costruito intorno alla prima metà del XVIII secolo con ogni probabilità dall’organaro Giuseppe Attili di Ortezzano con il riutilizzo di canne quattro o cinque-seicentesche recuperate da un Monumentale organo più antico presente in Chiesa. E’ proprio il consistente nucleo omogeneo di canne seicentesche a costituire il pregio più importante dello strumento; infatti nelle marche sono rarissime le testimonianze materiali organarie antecedenti al Settecento, inoltre tale nucleo fonico è l’unico reperto dell’attività di un costruttore di organi molto valente e stimato ai suoi tempi che risponde al nome di Padre Berardino Urbani di Santa Vittoria,che risalirebbe al 1603 (studi di Nepi e Settimi) e sarebbe stato composto da ben 18 registri. Questo alto numero non deve destare stupore dato che il costruttore agostiniano era solito realizzare abitualmente organi di grande mole e di notevoli possibilità foniche.

L’organo attuale ha una mostra di 12 piedi ed  11 registri.

Le canne di facciata sono seicentesche mentre la tastiera, la pedaliera, la meccanica, il somiere ed i mantici sono  tutti elementi omogenei realizzati da G. Attili.

Il registro Principale 8’ è costituito in gran parte da canne più antiche, forse addirittura quattrocentesche (è bene ricordare che in tutta Italia organi che conservano materiale fonico quattrocentesco si contano su una mano) mentre tutte le canne dei registri del Ripieno sono residue dell’organo seicentesco

B. Urbani. Maggiori notizie si  hanno riguardo alla biografia di Giuseppe Attili: nacque a Ortezzano nel 1692, restando strettamente legato al paese natìo dove morì nel 1779 all’età di 87 anni.Organi da lui costruiti si trovano ancora a S Ginesio, Monterinaldo, Ponzano, Offida, Montecassiano, Ortezzano, mentre testimonianze della sua attività di restauratore si hanno a Carassi, Ascoli, S. Elpidio a Mare. Riutilizzava abitualmente e con disinvoltura materiale fonico più antico e proprio questa sua consuetudine ha permesso la sopravvivenza di reperti organari molto preziosi.

 

(Note di  Gianluigi Spaziani, Organologo ed organista)