Lo splendido Positivo di Giovanni Fedeli in Potenza Picena (1757)

questo bellissimo strumento,costruito da Giovanni Fedeli della Rocchetta di Camerino  ha incontrato il plauso di Vittorio Sgarbi

VITTORIO SGARBI PRESENTA IL RESTAURATO ORGANO “G.FEDELI”

(dal sito comunale di Potenza Picena)

 

“Cosa è la cultura?”. Inizia così la presentazione della pubblicazione realizzata dal Comune e dedicata all’organo “Giovanni Fedeli”, oggetto di un’importante operazione di restauro da parte dell’Amministrazione Comunale. La firma della presentazione è di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, che nella sua visita a Potenza Picena dello scorso aprile aveva manifestato apprezzamento per l’Organo Fedeli e per il pregevole recupero effettuato sul manufatto, ha inviato al Comune una sua personale presentazione della pubblicazione. “Per Potenza Picena, per la sua storia, per quella della sua gente – continua Sgarbi – l’organo di Giovanni Fedeli, datato 1757, sintetizza al meglio tutti i significati più appropriati del concetto di cultura. Non è solo un oggetto meraviglioso, un documento antico da museo, uno strumento musicale che potrebbero apprezzare fino in fondo solo i grandi suonatori e gli specialisti del settore. E’ il fulcro attorno al quale si è determinata la cultura, facendo nascere una Corale, già alla fine del Settecento, portando la gente di Potenza Picena ad apprezzare la musica, il bello espresso per suono, per renderla abitudine, costume, mentalità, parte integrante della vita di ciascuno, come il cibo, come la religione, come gli affetti”. “E’ questo – continua Sgarbi – il principale valore culturale che l’organo di Fedeli deve recuperare, ora che è stata recuperata la sua funzionalità originaria. Deve tornare a essere condivisione, arricchimento materiale e spirituale, orgoglio dei cittadini di Potenza. In questo modo, diventerà arricchimento, orgoglio, anche al di fuori della comunità locale, come già, di fatto, riesce a fare”. “Queste sono parole – sostiene il Sindaco Sergio Paolucci – che dette da un illustre critico d’arte come Vittorio Sgarbi sottolineano ancor più l’importanza dell’Organo Fedeli e anche l’intervento di restauro che abbiamo attuato per recuperare questo manufatto per il quale gli esperti stanno mostrando apprezzamento”. L’antico organo, conservato presso l’ex chiesa di S.Agostino, è uno strumento artistico pregevole e un documento molto raro del patrimonio storico organaro regionale e nazionale.

Singolari particolarità strutturali del manufatto ne rendono straordinario l’interesse organologico, a cominciare dalla sua stessa configurazione come organo positivo ‘da sala’, appartenuto alla famiglia gentilizia Compagnoni Marefoschi., prima di essere trasferito nella chiesa delle monache Clarisse di San Tommaso e infine, forse a seguito delle soppressioni ottocentesche degli ordini religiosi, collocato nell’attuale sede. Databile al 1757, l’opera rappresenta l’unico strumento “da sala” superstite lavorato da Giovanni Fedeli (1711-1782), maestro organaro appartenente alla nota famiglia di artisti marchigiani originari della Rocchetta di Camerino.

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